fertilidad lesbianas

Fertilità nelle coppie lesbiche. Come scegliere chi delle due porterà il figlio in grembo.

È probabile che entrambe vogliate vivere l’esperienza della maternità sulla vostra pelle, qualcosa di assolutamente biologico.

E forse avrete anche bisogno di qualche consiglio per decidere chi avrà il bambino. È possibile che stiate facendo di tutto affinché la gravidanza vada a buon fine.

In entrambi i casi, la soluzione per noi coppie lesbiche è il test di fertilità.

Una vita fertile

In generale l’età più fertile si aggira intorno ai 20 anni, nonostante l’ovulazione inizi già verso i 14.

A 30 anni la fertilità di una donna inizia a diminuire.

Dapprima lentamente, poi intorno ai 36 anni il processo comincia ad accelerare notevolmente. In questo modo, tra decidere di avere figli, aspettare di essere sicure di poter sostenere economicamente questo passaggio e attendere che la partner si senta pronta a rimanere incinta, è possibile perdere il periodo in cui il corpo è più predisposto alla gravidanza.

Non tutte le donne vivono nello stesso modo il passare degli anni. Perciò, se vi siete allarmate pensando alla vostra età in relazione alla possibilità di rimanere incinta, vi invitiamo a continuare a leggere.

Di seguito tutti i segreti per la fertilità nelle coppie lesbiche!

Indicatori di fertilità

Riserva ovarica

Ancora prima di nascere siamo esseri sessuati

Noi donne veniamo al mondo con un certo numero di ovociti che potremo utilizzare nel corso della nostra vita. Sono gli ovociti a permetterci di rimanere incinte e ne abbiamo una riserva limitata, in quanto non si riproducono.

Le mestruazioni ci fanno capire se il nostro corpo è pronto o meno a una gravidanza. Indipendentemente dalle mestruazioni, dai contraccettivi o dalle gestazioni, il passare degli anni comporterà una diminuzione degli ovociti.

L’invecchiamento può danneggiare il materiale genetico degli ovuli. È un processo naturale e per rallentarlo potete fare un sacco di cose! Ad esempio smettere di fumare, di bere e cercare di gestire meglio lo stress. Vi proponiamo di provarci gradualmente.

Vedrete che vi sentirete meglio fisicamente e mentalmente!

Lo stato dell’utero

Il test di fertilità per le coppie lesbiche, l’ecografia transvaginale, l’isteroscopia e la biopsia endometriale vi aiuteranno a verificare la morfologia dell’utero e delle ovaie.

In una gravidanza è importante prevenire aborti spontanei o difficoltà nell’impianto degli embrioni dovute ad alterazioni dell’utero. Sottoporsi ai test è solo uno dei modi per far sì che la gravidanza vada a buon fine.

Lo stato delle tube di Falloppio

Il progetto bebè ha inizio, e le tube di Falloppio sono un ulteriore aspetto fondamentale della fertilità nelle coppie di lesbiche, il primo che si esamina nelle coppie eterosessuali che non riescono ad avere un bambino.

È possibile che siano state compromesse da appendiciti, peritoniti o endometriosi, indipendentemente dalla loro gravità. Il consiglio è fare tre inseminazioni naturali o artificiali prima di procedere con una isterosalpingografia.

Si tratta di un test a raggi X che permette di valutare il livello di permeabilità delle tube di Falloppio e dell’utero. Può risultare un po’ scomodo a causa dell’uso di una cannula che viene inserita nella vagina.

Ora che conoscete i test di fertilità per coppie lesbiche iniziamo con il progetto bebè?

lesmaternity ser madre lesbiana

Cose da sapere per diventare mamme

Si! Avete scelto e ne siete ormai sicure! Diventerete mamme, entrambe, insieme! Ma da dove dovete iniziare? A chi dovete rivolgervi? Quali metodi esistono?

 

Sappiamo che siete piene di dubbi, ma in questo post li risolveremo tutti. Siamo con voi!

Visita medica

Ora che avete preso la decisione di diventare mamme, dovete iniziare recandovi presso una clinica.

Qui vi faranno alcuni esami per verificare il vostro stato di salute. Verrete sottoposte ad analisi ed esami di fertilità oltre che a un controllo attento delle vostre riserve ovariche, aspetto fondamentale in questo percorso.

Per questo motivo il congelamento degli ovuli è una pratica sempre più recente. In questo modo, infatti, ci si assicura un buono stato degli ovociti indipendentemente dall’età in cui si decide di diventare mamme.

Che metodo scegliere?

Una volta controllato il nostro stato di salute, dobbiamo scegliere il metodo con cui intendiamo portare avanti il sogno di diventare mamme.

Metodo tradizionale

Il metodo tradizionale, in cui si hanno rapporti sessuali con un uomo, è una delle possibilità per avere figli. Tuttavia non è sempre efficace e non rappresenta la scelta ideale per una coppia lesbica.

Inseminazione artificiale

Consiste nell’inserire gli spermatozoi nell’utero poco prima dell’ovulazione. La probabilità di successo è fra il 15 e il 30%. Difficile ma non impossibile.

Fecondazione in vitro

Si basa sull’estrazione di ovuli di una delle mamme; questi vengono fecondati in un laboratorio e inseriti nuovamente nell’utero della stessa madre. Un procedimento complesso, ma con il 60% delle probabilità che vada a buon fine.

Si tratta di una delle opzioni con maggior garanzia di successo.

Ricezione di ovociti della coppia (ROPA)

Il Metodo ROPA è uguale alla fecondazione in vitro, con l’unica differenza che gli ovuli già fecondati vengono introdotti nell’utero dell’altra madre.

In questo modo, entrambe parteciperete al percorso che vi porterà a essere madri biologiche: una madre genetica e una madre gestante.

Il tasso di successo è del 60%, ma questo metodo offre una maggior partecipazione a entrambe.

Senza alcun dubbio rappresenta l’opzione migliore per diventare madri insieme.

Consulenza legale

Se intendete intraprendere questo percorso, è opportuno che vi informiate sugli aspetti legali. La donazione degli ovuli e degli spermatozoi è anonima per legge.

Dal 2005 la legge spagnola consente alle coppie gay di sposarsi, equiparando così i diritti delle coppie lesbiche a quelli delle coppie eterosessuali in materia di riproduzione assistita.

Secondo la Legge 14/2006 del 26 maggio, tutte le donne maggiorenni possono sottoporsi, su libero consenso, a una tecnica di riproduzione assistita, a prescindere dallo stato civile e dall’orientamento sessuale.

Tale legge è stata modificata per riconoscere a entrambe le madri il ruolo di progenitrici del neonato grazie alle tecniche di riproduzione assistita, qualunque sia lo stato civile della coppia.

Tuttavia, nel Metodo ROPA lo stato civile ricopre un aspetto fondamentale, non trattandosi più di una donazione di ovuli, bensì dell’uso di embrioni da parte della coppia.

La legislazione stabilisce che questo processo potrà avvenire solamente fra le due “mogli o coniugi”, il che implica che dovete essere sposate.

Ciò non è necessario nelle altre tecniche di riproduzione assistita, ma non potete negare che il Metodo ROPA racchiude una carica emotiva superiore al resto delle tecniche per diventar mamme.

Per dubbi di qualunque natura potete contattarci o recarvi presso un’associazione LGBTI e ricevere tutte le informazioni legali su questo aspetto, risolvendo così ogni dubbio.

Cos’avete deciso?

Sappiamo che ci sono molte decisioni da prendere, ma quella più importante l’avete già presa: volete diventare mamme.

A seconda del vostro stato civile dovrete scegliere un metodo di riproduzione, ma ricordatevi che la cosa più importante è il sostegno reciproco.

Una volta chiarito ciò e ottenuti i consigli medici, bisogna decidere chi sarà la madre gestante e chi invece la madre genetica. O entrambe, se optate per il Metodo ROPA.

Insieme e unite intraprenderete una delle tappe più belle di ogni coppia. È il momento giusto, siete pronte per farlo.

E voi come avete iniziato? Raccontateci la vostra esperienza!

Testimonianza di Laura e Raquel, mamme lesbiche con il Metodo ROPA

La testimonianza di Laura e Raquel è piena di ottimismo e positività affinché tutte coloro che desiderano diventare mamme possano portare avanti questo sogno.

Il percorso non è sempre facile, ma sappiamo che mediante il Metodo ROPA riusciamo a ottenere gli ovuli migliori.

Adoriamo aiutarvi a realizzare i vostri sogni. Proprio come si sono avverati i nostri.

Condividiamo con voi queste righe che ci hanno scritto e la bellissima foto che ci hanno mandato.

Testimonianza di Laura e Raquel, di Raquel e Laura.

Ciao, siamo Laura e Raquel.

Dopo esserci godute la nostra storia di coppia per alcuni anni, abbiamo deciso di condividere il nostro amore con il nostro bambino e formare una bella famiglia.

Una volta presa questa decisione romantica, è iniziato il non così romantico percorso per metterla in atto…per due ragazze lesbiche è tutto più difficile.

Io sono molto positiva e ho pensato che con un tentativo ci saremmo riuscite. Invece abbiamo iniziato subito a ricevere notizie poco incoraggianti.

Dopo aver donato ovuli qualche anno fa, ora che ho 38 anni mi ritrovo con un basso livello dell’indicatore dell’ormone antimulleriano, il che equivale a pochi follicoli o di cattiva qualità.

Ma nonostante questa notizia abbiamo deciso di provare una fecondazione in vitro, cha ha avuto esito negativo.

Dopo alcuni tentativi vani abbiamo capito che dovevamo cambiare qualcosa e ci siamo messe in contatto con LESMATERNITY.

CI hanno offerto la loro consulenza e consigliato la clinica a cui rivolgerci, e devo dire che abbiamo apprezzato fin da subito il trattamento personalizzato offerto a una coppia omosessuale. Curano i dettagli delle informazioni sul procedimento adattato al tuo modello famigliare. Abbiamo deciso di dare ai miei ovuli un’ultima possibilità, per vedere se riuscivano a ignorare i bassi livelli dell’ormone antimulleriano, ma non è andata…non hanno dato i risultati desiderati e noi abbiamo scelto di non rovinarci ulteriormente, pensando a tutto ciò che comporta avere così poche possibilità di successo. A Lesmaternity ci hanno quindi consigliato di provare il Metodo ROPA e, ricordando il romanticismo della nostra storia, ci è subito piaciuta l’idea di condividere la maternità in un modo così inclusivo per entrambe.

Tutte e due avevamo quindi daffare, una doveva preparare l’impasto e l’altra metterlo in forno. Dopo due tentativi difficili è iniziata quindi l’attesa interminabile, con un atteggiamento positivo, seppur minato dalle esperienze negative precedenti.

Il fatidico giorno è iniziato nel bagno, con quei minuti che sembravano eterni, fino a che sullo schermo non è comparso “positivo”!

Mentre il tampone continuava a calcolare di quante settimane, noi non ci credevamo!

Sembrava che questa fosse la volta buona..siiiii!!

lesmaternity congelacion ovulos lesbianas

Perché il congelamento degli ovuli è importante nel caso delle coppie lesbiche?

Si è parlato molto in questi ultimi anni del congelamento degli ovuli. Tale pratica viene adottata sempre più spesso, ma forse non la conoscete appieno o avete bisogno di essere al corrente di alcuni suoi aspetti essenziali.

Qual è il miglior momento per congelare gli ovuli? Perché è così importante farlo?

Ora chiariremo tutti i vostri dubbi.

Cos’è il congelamento degli ovuli? 

Si tratta di un processo mediante il quale vengono congelati gli ovociti nel momento più fertile della vita della donna, in modo che gli ovuli siano più efficienti per una futura gravidanza.  

In questa maniera si riesce a preservarne la fertilità, dato che potrete utilizzarli quando vorrete. Potete avviare il processo di gestazione in qualunque momento, sicure del fatto che ci sono maggiori possibilità di successo.

Per quale scopo si congelano gli ovuli?

Ogni donna nasce con tutti gli ovuli che avrà per il resto della sua vita, circa un milione. Con il passare degli anni si iniziano a perdere gli ovociti in modo naturale e graduale.

Grazie al congelamento degli ovuli si riesce a isolare e a preservare un numero di ovociti da utilizzare in futuro, con la stessa qualità del momento in cui sono stati estratti.

In questo modo è possibile recuperare gli ovociti in ogni momento, quando vorrete, e con le stesse caratteristiche grazie al congelamento.

Potrete diventare mamme in ogni momento!

Come avviene il congelamento?

Il sistema di congelamento si basa sulla vetrificazione: le cellule vengono congelate così rapidamente da impedire la formazione di cristalli. Il 90% degli ovuli sopravvive quindi a questo processo.

Secondo la legge spagnola, gli ovuli congelati posso essere utilizzati fino al compimento dei 50 anni.

Qual è il momento più indicato per congelare gli ovuli?

È consigliabile provvedere al congelamento degli ovuli fra i 20 e i 35 anni, ovvero l’età in cui la riserva ovarica è di miglior qualità. A partire dai 35 anni si assiste a un cambiamento brusco, dato che a questa età, secondo ginecologi esperti, le donne hanno già perso il 90% degli ovociti.

Oggi il 65% delle donne che decide di congelare i propri ovuli ha fra i 35 e i 39 anni, un periodo in cui già si registra un declino naturale nella qualità degli ovociti.

Le possibilità di avere un bambino diminuiscono notevolmente dopo i 38 anni, in quanto l’età cronologica non combacia di solito con l’età biologica.

Per questo motivo vi consigliamo vivamente di provvedere prima possibile.

Perché si congelano gli ovuli?

Non sappiamo mai cosa può accadere in futuro.

È probabile che in un certo momento della nostra vita si escluda completamente l’idea di avere figli e che poi, in un secondo momento, si cominci a desiderare un bambino, dovendo però valutare tutte le complicazioni del caso.

Il congelamento degli ovuli è quindi una tecnica molto appropriata.

Quando si è giovani si gode di miglior salute, ovvero la condizione ideale per l’estrazione degli ovuli. Meglio non lasciar passare troppo tempo.

Inoltre, alcuni trattamenti medici causano danni irreversibili sugli ovuli. Congelandoli ci assicuriamo di poter diventare mamme quando ne sentiremo il desiderio o una volta superata una malattia.

Qual è la relazione che lega il congelamento degli ovuli all’orientamento sessuale?

Il congelamento degli ovuli è indirettamente relazionato con l’essere lesbiche.

Ovviamente ogni donna, a prescindere dall’orientamento sessuale può scegliere di farlo. Ma è opportuno riconoscere che noi donne omosessuali cambiamo partner più spesso. Pertanto, se hai scelto di avere figli, porta avanti la tua scelta. Non importa se sarà oggi o domani. Avrai tutto il tempo per decidere se sarai una mamma single o se crescerai il tuo bambino/a con la donna con cui sai di poter condividere la tua maternità.

Congelate gli ovuli oggi per avere un figlio nel momento opportuno.

Nei metodi di gestazione la fertilità dell’ovulo è molto importante, in quanto il successo della gravidanza dipenderà da questo aspetto.

Il sogno di diventare mamme è ora più realizzabile grazie al congelamento degli ovuli.

Siete pronte? Cosa pensate di questa pratica?

Lesmaternity reserva ovarica

Riserva ovarica: cos’è importante sapere dei nostri ovuli prima di diventare madri

La riserva ovarica è la quantità di ovuli che una donna ha in un preciso momento e che determina la sua fertilità.

Se abbiamo una buona riserva ovarica, allora ci sono molte possibilità di riuscire a diventare mamme grazie a una gravidanza mediante metodi di gestazione.

Avete qualche dubbio su questo aspetto? Lo risolviamo subito.

Partiamo dall’inizio 

Ogni donna nasce con un numero specifico di ovociti, circa un milione, che nell’età della pubertà si riduce all’incirca alla metà.

A ogni mestruazione solo fra i 400 e i 500 ovociti raggiungono l’ovulazione, mentre il resto viene perduto.

L’età di maggiore fertilità per una donna è compresa fra i 16 e i 30 anni, in quanto caratterizzata da una buona qualità e quantità degli ovociti. Perciò, da un punto di vista fisiologico, è questa l’età adatta per avere figli.

A partire dai 35 anni rimanere incinta diventa sempre più difficile e assistiamo a una riduzione della riserva ovarica, tappa che si conclude intorno ai 40 anni con la menopausa.

I fattori che compromettono la riserva ovarica sono la chemioterapia, l’obesità, l’inquinamento ambientale, l’esposizione a pesticidi e sostanze tossiche, lo stress e le abitudini poco salutari.

Cosa dobbiamo fare per avere la migliore riserva ovarica possibile?

Anche se abbiamo appena detto che la riserva ovarica va diminuendo con l’età, gli specialisti ci danno alcuni consigli utili prima della gravidanza:

  • Come condurre una vita sana
  • Fare sport
  • Seguire un’alimentazione adeguata

Dobbiamo prepararci a diventare mamme, non solo attraverso i metodi di fecondazione, ma anche con abitudini appropriate.

Ogni nostra azione influenza il nostro corpo e noi vogliamo che i nostri ovuli siano nelle migliori condizioni possibili per avviare il metodo di riproduzione assistita insieme alla nostra partner.

Perciò è consigliabile che a sottoporsi al Metodo ROPA sia la donna che presenta la miglior riserva ovarica. Così facendo, la fecondazione avrà più possibilità di andare a buon fine.

Come si misura la riserva ovarica? 

Per sapere meglio che tipo di riserva ovarica abbiamo, dobbiamo distinguere diversi profili ormonali in cui si valuta:

*FSH: ormone follicolo-stimolante

È uno degli ormoni sessuali che regola il ciclo mestruale, prodotto dall’ipofisi per stimolare lo sviluppo ovarico.

*AMH: ormone antimülleriano

Viene prodotto dalla struttura delle ovaie in cui si sviluppa l’ovulo.

*E2: estradiolo

A seconda di come si stanno sviluppando i follicoli, aumenta la produzione di estradiolo. Misurare la produzione di questo ormone può essere di aiuto per valutare la riserva ovarica.

*RFA: calcolo dei follicoli antrali

È caratterizzato dall’accumulo di liquido nella sua cavità interna. Possiamo visualizzarlo tramite un’ecografia transvaginale per avere un’idea approssimativa della riserva ovarica della donna.

Perché è importante misurare la riserva ovarica? 

Nell’esame che si fa all’inizio per verificare il potenziale riproduttivo della donna, lo stato della riserva ovarica risulta fondamentale.

Ci permette infatti di prevedere la risposta ai trattamenti di stimolazione ovarica.

E nel caso in cui gli ovuli fossero perfetti, perché non aiutare altre future mamme? Avete mai sentito parlare della donazione di ovuli?

Come vedete, non c’è tempo da perdere. Iniziamo?

Testimonianza di Laura e Mª José

Laura e María José sono due mamme lesbiche grazie al Metodo ROPA.

Hanno realizzato il sogno di tenere la loro bambina in braccio. Un’emozione che conosciamo in prima persona e che anche voi potrete sentire.

Ci hanno inviato una foto di famiglia. Non trabocca di felicità?

Vedere i vostri sorrisi è bellissimo….

Non vi perdete la loro testimonianza. È piena di emozioni.

Testimonianza di due mamme lesbiche: Laura e María José.

Non sembra vero quanto veloce possa passare il tempo. Un anno fa io e la mia compagna non sapevamo come realizzare il nostro sogno più grande…DIVENTARE MAMME!

Non è un percorso facile finché non trovi le persone giuste, che ti facilitano le cose e che addirittura condividono con te le esperienze che possono aiutarti.

Ecco com’è andata.

Abbiamo trovato per caso un sito internet, Lesmaternity, e ci siamo messe in contatto con loro. Abbiamo preso un appuntamento con Bea, che ci ha spiegato il procedimento del Metodo ROPA e consigliato una clinica in cui ti trattano davvero come parte di una famiglia, non con quella freddezza e con la calcolatrice, su cui appena entri iniziano a stimare il tuo valore, come se per loro fossi solo un business.

Il 3 ottobre avevamo il nostro primo appuntamento…Mamma mia che agitazione!

Ma siamo uscite dalla clinica con un buon presentimento e abbiamo deciso che avremmo intrapreso quest’avventura con Lesmaternity.

Abbiamo iniziato il trattamento e dopo alcuni giorni di nervi a fior di pelle arriva il fatidico momento dell’inseminazione con l’unico desiderio che vada tutto bene.

La parte più snervante è quanto ti senti dire che bisogna attendere. Ufff…i giorni sembrano non passare mai. Non ti vuoi certo illudere, ma intanto nella tua testa continui a sognare.

E poi arriva quel giorno e non vedi l’ora di vedere il risultato. Ma non ce la fai…

Sei invasa dai sentimenti, dalle emozioni e una cosa che non si può descrivere a parole!

Alla fine prendiamo coraggio e guardiamo l’esito…POSITIVO!

Il nostro sogno! Ce l’abbiamo fatta! Non ti sembra vero ma alla fine tutto succede!

Il 4 luglio di quest’anno è nata la nostra piccola Maria, la cosa più bella che ci potesse accadere.

Diciamo sempre che grazie a persone come Bea e tutta Lesmaternity, il nostro sogno è ora fra le nostre braccia. Quindi non mi resta che dire GRAZIE e mandare un forte incoraggiamento a tutte. Non arrendetevi, perché prima o poi…IL SOGNO SI AVVERA!

Cos’è la fecondazione in vitro su ciclo naturale?

La fecondazione in vitro su ciclo naturale può rappresentare la soluzione di gravidanza per quelle donne o coppie che non vogliono sottoporsi a una stimolazione ovarica. Ma è una soluzione altrettanto valida per chi non presenta una buona risposta a tali trattamenti.

Cos’è la Fecondazione In Vitro (FIV) su Ciclo Naturale?

Mediante questa tecnica di fecondazione assistita si vogliono ottenere ovociti di qualità senza dover stimolare gli ormoni.

Per circa 15 giorni si effettua un monitoraggio del processo di ovulazione naturale della futura madre biologica attraverso analisi ed ecografie.

Vengono fissate 4-5 visite presso la clinica, durante le quali si misura la crescita follicolare dell’endometrio. In questo modo si individua il momento idoneo per estrarre l’ovulo naturalmente, senza stimolazione medica. L’estrazione avviene secondo le tecniche consuete della FIV. Per questo diciamo che la fecondazione avviene durante il ciclo naturale di ovulazione. L’obiettivo della stimolazione in vitro su ciclo naturale è estrarre pochi ovociti ma di buona qualità.

Chi ne può beneficiare? 

Naturalmente questa tecnica può essere applicata a tutte quelle coppie o donne che non vogliono sottoporsi a una stimolazione ovarica prima dell’estrazione degli ovuli che verranno poi inseminati.

Ma è anche rivolta alle donne che si sono già sottoposte ad altri processi di fecondazione assistita senza ottenere un buono sviluppo multifollicolare, ovvero quei casi in cui in seguito alla stimolazione mediante ormoni non si sono generati follicoli a sufficienza per continuare con il processo di inseminazione.

Quali sono i vantaggi della FIV su Ciclo Naturale? 

Selezione naturale:

Durante il processo si sceglie il miglior ovulo possibile, con un criterio di qualità piuttosto che di quantità.

Assenza di rischi:

Non si è sottoposte all’iperstimolazione e si evita la possibilità di una gravidanza multipla.

Assenza di ormoni:

Non essendovi alcun trattamento ormonale, si riducono al minimo gli effetti collaterali.

Assenza di anestesia:

La puntura ovarica per l’estrazione dell’ovulo è estremamente rapida: dura solo un paio di minuti. Per questo motivo non è necessaria l’anestesia. Tuttavia, se preferite che l’intervento sia svolto sotto anestesia, basta parlarne con il dottore per valutarne la possibilità. In assenza di controindicazioni si procederà secondo le vostre preferenze.

Possibilità di vari cicli naturali consecutivi:

Non vi sono controindicazioni per ripetere il procedimento più volte di seguito. Nonostante ciò, dopo 5 o 6 tentativi senza nessun ovulo valido, si è soliti desistere, in quanto la possibilità di raggiungere l’obiettivo risulta bassa.

Risparmio:

Per applicare questa tecnica non è necessario acquistare i farmaci per la stimolazione ovarica. Ecco perché questo procedimento è più economico.

Svantaggi della FIV su Cicli Naturali

Questa tecnica è, a tutti gli effetti, più naturale rispetto a qualunque stimolazione ovarica mediante ormoni.

Tuttavia, se dopo il quinto o il sesto tentativo non abbiamo ottenuto neanche un ovulo, è consigliabile fermarsi, in quanto le possibilità di raggiungere il nostro obiettivo sono scarse.

Vi aiutiamo a scegliere 

Sappiamo che la scelta che dovete prendere rappresenta un momento molto importante per entrambe.

Siamo consapevoli del fatto che l’aiuto di uno specialista può esservi particolarmente utile per scegliere la tecnica di fecondazione assistita più indicata per voi, più indicata per te.

È per questo che ci fa piacere starvi accanto nel momento in cui dovete decidervi sul da farsi e anche lungo tutto il percorso che state per intraprendere.

Sappiamo che l’appoggio psicologico di una persona che ha già vissuto un’esperienza analoga alla vostra è estremamente importante. Noi ci siamo già passate e il risultato sono due figlie bellissime che crescono sane e forti.

Potete contare su di noi!

Siete pronte per scegliere una tecnica di FIV su Ciclo Naturale?

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Cos’è il Metodo ROPA? Ecco le sue 5 fasi

Sapete cos’è il Metodo ROPA? Conoscete le sue fasi?

Perché diciamo che è il metodo preferito fra le coppie lesbiche che vogliono avere figli?

Perché grazie a ROPA entrambe potete essere madri biologiche del vostro futuro figlio/a. Non è romantico?

Sia che non lo conosciate sia che abbiate già letto quanto vi raccontiamo sul nostro profilo Facebook, oggi vi spieghiamo le fasi del Metodo ROPA.

Cos’è il Metodo ROPA?

Il Metodo ROPA è un metodo di inseminazione artificiale per mezzo del quale due donne diventano madri biologiche dello stesso figlio.

È conosciuto anche come doppia maternità.

Consiste basicamente nell’ottenere gli ovuli di una donna, fecondarli e impiantarli nell’altra.

Per questo diciamo che il Metodo ROPA è il metodo ideale per una coppia lesbica.

Consente a entrambe di essere madri biologiche: una donatrice e l’altra gestante.

Per maggiori informazioni sul Metodo ROPA consultate i link ai due post che abbiamo pubblicato e che risolveranno i vostri dubbi:

Il Metodo ROPA – Requisiti legati per iscrivere all’anagrafe i figli di una coppia lesbica

Quali sono le 5 fasi del Metodo ROPA?

  1. Stimolazione delle ovaie della donatrice

Come nella fecondazione in vitro convenzionale, la donna che farà da donatrice viene sottoposta alla stimolazione.

Si tratta di un momento molto intimo e già saprete senz’altro chi svolgerà questo ruolo. Tuttavia ricordate che è fondamentale che gli ovuli siano buoni.

Se invece non avete ancora deciso di diventare madri, ma sapete per certo che vorrete avere figli in futuro, vi consigliamo di congelare fin da ora i vostri ovuli. Chiedeteci pure se avete bisogno di informazioni in merito.

  1. Estrazione degli ovociti

Quando i follicoli raggiungono la giusta grandezza e constatiamo che vi sono ovociti a sufficienza, si fissa un appuntamento per estrarli mediante una puntura ovarica.

Tale estrazione avviene in sala operatoria con la paziente sedata. In questo modo non sentirete alcun fastidio e sarete tranquille perché nel giro di 15 minuti avrete finito.

Non preoccupatevi. Vi offriremo tutti i controlli e il sostegno necessario nel caso in cui ne abbiate bisogno.

  1. Fecondazione degli ovuli

Una volta estratti, si procede con la fecondazione degli ovuli con il donatore di sperma che avete scelto (è sempre anonimo).

Gli specialisti controlleranno l’andamento della fecondazione degli ovuli fino a che non riterranno opportuno impiantarli.

  1. Trattamento ormonale della donna gestante

Mentre gli ovuli fecondati della madre donatrice si sviluppano, avviene anche la preparazione meticolosa della madre gestante. Il procedimento ha come finalità quella di stimolare l’endometrio affinché possa raggiungere le dimensioni adeguate per la ricezione dell’embrione.

  1. Impianto degli embrioni

Una volta pronti l’endometrio e gli ovuli fecondati, si inizia con il procedimento di trasferimento degli embrioni. In altre parole, gli embrioni vengono impiantati nell’utero della madre gestante.

È importante sottolineare che questo è il miglior momento per gli embrioni e l’endometrio. Perciò la probabilità di rimanere incinta è molto alta.

Tutto pronto. La doppia maternità in una coppia lesbica è stata resa possibile grazie al Metodo ROPA.

Ora non rimane altro da fare che aspettare i risultati, ovviamente con la giusta dose di intriga!

Vi abbiamo illustrato le 5 fasi del Metodo ROPA. Se doveste avere altri dubbi non esitate a contattarci.

Sappiamo cosa significa tutto questo perché ci siamo passate anche noi.

Forza, ora tocca a voi! Chi ha detto che non potevate essere entrambe madri dello stesso bambino/a.

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Alle coppie lesbiche vengono chiesti più requisiti per iscrivere i figli all’anagrafe

Cosa pensate del titolo di questo post? Esagerato? Falso?

La verità in Spagna è questa:

L’Ufficio Anagrafe chiede più requisiti per registrare i figli a una coppia gay che a una coppia etero.

Pensate che viviamo in una società in cui l’omosessualità è accettata?

La comunità LGBT è davvero uguale a quella eterosessuale dinnanzi alla legge?

Qualche mese fa una coppia lesbica di Denia si è rifiutata di presentare un certificato che era stato richiesto dall’Ufficio Anagrafe per poter registrare il figlio.

Questo documento NON viene richiesto alle coppie etero.

Quali documenti l’Ufficio Anagrafe richiede a noi coppie lesbiche per iscrivere i nostri figli?

Noi coppie lesbiche dobbiamo presentare un documento rilasciato dalla clinica in cui si dichiara che la madre gestante si è sottoposta a un processo di riproduzione assistita.

Le madri lesbiche devono essere sposate per poter iscrivere all’anagrafe i propri figli.

E le coppie etero?

In teoria questo documento dovrebbe essere richiesto anche alle coppie eterosessuali che hanno attraversato un percorso di riproduzione assistita.

Ma in realtà non succede così.

In realtà, quando un uomo eterosessuale va a registrare i suoi figli all’anagrafe, non ha bisogno di accreditare nulla. L’Ufficio Anagrafe dà per certa la paternità di colui che sostiene, verbalmente, di essere il padre del bambino/a.

E incredibilmente la sua paternità non viene messa in dubbio, ma la nostra doppia maternità sì. (Ricordatevi che dobbiamo anche essere sposate per poter riconoscere i nostri figli). Un uomo, pur non essendo padre biologico, può riconoscere un figlio senza dover presentare alcun documento.

Perché noi si?

Il fatto è che la Legge 14/2006 sulle Tecniche di Riproduzione Umana Assistita non ci obbliga a presentare questo documento. Ma all’atto pratico, in mancanza di tale certificato, non è possibile registrare i nostri figli.

Può prevalere l’interpretazione particolare di una persona sulla testualità di una Legge?

La verità è che solo pochi addetti non richiedono “il documento”. A noi è successo a Barcellona. Abbiamo avuto un sacco di complicazioni che vi racconteremo in un altro post.

Iscrizione telematica

Una delle mamme di Denia ci racconta che aveva provato a registrare suo figlio dall’ospedale per via telematica. Tuttavia non le è stato possibile in quanto il sistema informatico rifiutava l’inserimento di due madri.

E ogni volta che ci provava compariva un messaggio irritante: “Esclusione non specificata”.

“Esclusione”.

Come vi sentireste se escludessero la vostra famiglia, vostro figlio o voi stesse per il semplice fatto di essere mamme lesbiche?

Noi della comunità LGBT abbiamo ancora molta strada davanti per poter iscrivere i nostri figli all’anagrafe.

Ma continueremo a lottare per la nostra uguaglianza, per il nostro amore.

Vi è successo qualcosa di analogo o conoscete qualcuno a cui sia capitato? Ce lo volete raccontare?

Lesmaternity, testimonio de madres lesbianas.

Testimonianza di Esther e Marta

Esther e Marta sono una coppia che è riuscita a rimanere incinta attraverso Lesmaternity.

Sono felici e noi orgogliose. Adoriamo vedere i vostri sorrisi quando il vostro sogno di diventare mamme inizia a realizzarsi.

Esther e Marta ci raccontano il loro ultimo anno, che è stato più duro di quello che si aspettavano. Ma come dicono sempre, questo è solo l’inizio!

Condividiamo la loro testimonianza (i nomi sono fittizi per rispettare la loro privacy).

Ciao, siamo una coppia di ragazze che, come molte altre, vuole formare una famiglia. Vi raccontiamo la nostra avventura fino a oggi.

Abbiamo iniziato a cercare una clinica un anno fa. Dopo alcuni incontri, abbiamo deciso di ricorrere all’inseminazione artificiale. Il prezzo da pagare comprendeva tre tentativi. Il risultato delle analisi era buono, secondo la dottoressa avevo delle possibilità e inoltre avevo tre tentativi a disposizione. Ero tranquilla. L’unico “problema” era l’età: 36 anni. Con i farmaci non ho avuto grosse complicazioni. A volte era più scomodo assumerli per via dell’orario di lavoro, ma non ho avuto grosse difficoltà neanche a farmi le punture controllando sempre l’orologio.

L’inseminazione in quanto tale è semplicissima, non te ne accorgi nemmeno, dura 10 minuti. La cosa peggiore sono i 15 minuti successivi, in cui non sai se sei incinta oppure no, in cui non sai se ciò che senti è normale, se puoi fare questa o quella cosa…quei 15 minuti sono il ricordo più brutto che ho. E con l’avvicinarsi del giorno del test avevo persino paura di andare in bagno e scoprire di avere le mestruazioni.

Abbiamo letto un sacco di cose su internet ma erano sempre le stesse: per ognuna è diverso, i sintomi sono come quelli delle mestruazioni; rilassati, pensa ad altro…

Vi dico solo che i tre tentativi sono stati tutti uguali: a due giorni dal test mi sono venute le mestruazioni. Non so quale delle volte ho sofferto di più. Ti scoraggi, sì, ma non ti dai per vinta. Ci ho provato tre volte di fila. La dottoressa continuava a dirmi che avevo speranze. Ma al quarto tentativo mi ha detto che sarebbe stato sciocco tentare ancora. Immagino che quando non si rimane incinta si tenda a dare la colpa a qualcuno. E io l’ho data alla dottoressa, non mi piaceva come si era posta nei miei confronti. Mi era sembrato tutto molto freddo. Forse mi aspettavo di più, magari che in quei 15 giorni di attesa si preoccupasse per me, a maggior ragione dopo vari tentativi vani. Non so.

Abbiamo parlato con altre amiche che stavano provando ad avere un bambino. Ci hanno parlato di Lesmaternity.

Ho contattato Beatriz, che mi ha consigliato di rivolgermi a una clinica di Barcellona in cui lei e la sua partner si erano sottoposte a un trattamento. E così abbiamo fatto. Il rapporto, l’accoglienza, l’ambiente…tutta un’altra cosa.

Ho fornito alla clinica tutte le mie analisi e mi hanno proposto due opzioni: in vitro o inseminazione. Abbiamo ascoltato le probabilità di successo e optato per la fecondazione in vitro.

Non volevamo un altro esito negativo.

Era tutto diverso. Nuovi farmaci.

Con la puntura ovarica mi hanno estratto troppi ovuli e alla fine ne sono rimasti 10 perfetti. Abbiamo deciso di usarne due per paura di non rimanere incinta, anche se il dottore mi aveva detto che uno sarebbe bastato, visto che fino a quel punto era andato tutto bene.

Ho dovuto aspettare le mestruazioni successive perché ero iperstimolata. Così, due settimane dopo, sono tornata alla clinica per la fecondazione.

Nei giorni successivi, in cui passi dalla dolce attesa e disperazione, ho avuto sensazioni diverse dalle altre volte. Tuttavia avevo ancora i miei dubbi. Tre giorni prima della visita dal medico, sapendo che con il farmaco che assumevo non mi sarebbero venute le mestruazioni, abbiamo fatto il test di gravidanza. Positivo!!! Abbracci, pianti, telefonate…

Quella notte non abbiamo chiuso occhio (ho fatto il test di giorno e anche di notte quando son tornata a fare la pipì). Il colore era così intenso che abbiamo pensato che entrambi gli ovuli fossero stati fecondati. Dopo due giorni ho rifatto il test…colorato come prima. Ho chiamato il dottore che mi ha dato appuntamento per la prima ecografia due settimane dopo. Ma dopo una settimana ho notato che stavo perdendo sangue. Tornavano le paure, i dubbi. Il terzo test era ancora positivo…ho richiamato il dottore, che mi ha anticipato l’ecografia dicendomi di stare tranquilla.

E siamo tornate alla clinica.

È incredibile quando in quello schermo vedi due sacchetti e al loro interno i tuoi futuri figli!!! Tutti e due!

Il dottore aveva ragione. Siamo riuscite a vedere i loro cuori battere. Impressionante!

Ed è così che siamo uscite dalla clinica con la prima foto dei nostri piccoli, ma pur sempre con cautela, visto che eravamo solo alla sesta settimana.

Eccoci qua oggi. Contentissime della notizia, un po’ spaventate perché sono due in un colpo solo, ma con una grandissima voglia di iniziare a comprare vestitini a non finire e preparare tutto per il benvenuto.

Questa è la storia della mia avventura, ma non finisce qui.