Le 5 domande più frequenti sulla donazione di seme

Quella sulla donazione di seme è una delle domande più ricorrenti che riceviamo da voi: possiamo scegliere il donatore? Il bambino/a assomiglierà a noi? Dove si può cercare il donatore? Alcune di queste domande trova risposta nella legislazione spagnola alla Legge 14/2006, secondo la quale tutte le donazioni di gameti (sperma e ovuli) devono essere anonime. Ne volete sapere di più?

1. Possiamo scegliere il donatore?

La donazione di seme è completamente anonima. Ciò significa che noi madri non possiamo scegliere le caratteristiche del bambino/a. Inoltre, i nascituri non potranno conoscere il proprio padre biologico, così come quest’ultimo non avrà alcun diritto su di essi. Al donatore non verrà data nessuna informazione sulle donne che utilizzeranno il suo seme.

Dato che la donazione è anonima, non è possibile effettuare neanche fecondazioni con il seme di un familiare o di un amico.

2. Dove si cerca il donatore?

Il processo di donazione del seme è molto semplice. L’uomo deve recarsi presso un centro di riproduzione assistita, dove viene sottoposto alle prove di idoneità. Nel caso in cui risulti idoneo alla donazione, il processo dura fra i 3 e i 9 mesi, periodo in cui deve tornare alla clinica per depositare un campione di sperma.

A ogni visita il donatore deve portare il proprio sperma in un contenitore sterilizzato. Il campione si ottiene tramite masturbazione dopo un periodo di astinenza dai 3 ai 5 giorni (affinché la qualità del seme sia ottima).

Il centro effettuerà le analisi del sangue all’inizio della donazione e tutte le volte che ritenga necessario.

Tutti i campioni di sperma vengono congelati e conservati in una banca del seme. I centri di riproduzione assistita di solito dispongono di una propria banca del seme; tuttavia possono anche ricorrere a banche esterne. I campioni si conservano in azoto liquido, che permette di preservarne per anni le caratteristiche funzionali e morfologiche.

Nel caso della fecondazione in vitro e tecniche affini, è consentito solamente il trasferimento di un massimo di tre pre-embrioni in ogni donna in ogni ciclo riproduttivo.

3. Quali sono i requisiti per diventare donatore di seme?

La legislazione spagnola richiede al donatore di rispettare i seguenti requisiti:

  • Avere fra i 18 e i 35 anni.
  • Donare volontariamente ed essere consapevoli dell’atto di donare il seme.
  • Non essere affetti da nessuna malattia infettiva trasmissibile ai figli, come l’HIV, l’epatite B e C e la sifilide.
  • Non essere affetti da nessuna malattia genetica, ereditaria o infettiva trasmissibile ai figli.
  • Essere in buona salute psicofisica e nella piena capacità di agire. Il donatore è sottoposto a prove fenotipiche e psicologiche e a tutte le analisi necessarie.
  • Avere un’eccellente qualità del seme.
  • Non avere più di 6 figli sul territorio nazionale al momento della donazione per evitare problemi di consanguineità.

Se il donatore non rispetta uno di questi requisiti non verrà accettato in nessuna clinica in Spagna.

Il seme deve essere in grado di sopravvivere alla crioconservazione; tutti i campioni vengono infatti congelati per un minimo di 6 mesi, il periodo minimo per garantire l’assenza di malattie sessualmente trasmissibili.

4. La donazione di seme è un business?

La donazione è una pratica altruista, senza scopo di lucro o commerciale. Il compenso economico è previsto unicamente per i disturbi arrecati, le spese di spostamento e i permessi di lavoro derivanti dalla donazione.

5. Nostro figlio/a assomiglierà a noi?

In Spagna non è possibile scegliere chi donerà il seme o gli ovuli. Non potrete indicare i vostri gusti o determinare i tratti fisici dei vostri figli. Sarà la clinica di riproduzione assistita ad assegnarvi un donatore, cercando quelli più fisicamente simili a voi.

La selezione avverrà in base alle caratteristiche fisiche (razza, colore della pelle, occhi, capelli, etc.) e alle caratteristiche immunologiche (gruppo sanguineo e fattore RH).

Nel caso di pazienti con caratteristiche fisiche poco comuni tali da rendere difficoltosa la ricerca di un donatore compatibile, la clinica può richiedere campioni a una banca del seme esterna.

Avete altri dubbi? Scriveteci e vi contatteremo il prima possibile.

Barcellona, il centro della riproduzione assistita

Più di 12.000 esperti da 130 paesi si sono riuniti per parlare delle ultime novità in materia di medicina della riproduzione all’incontro annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (EHRE), tenutosi a Barcellona dal 1 al 4 luglio.

La medicina della riproduzione progredisce incessantemente: l’infertilità per causa sconosciuta o la conservazione della fertilità sono state alcune delle tematiche discusse. Si è parlato anche di prevenzione di malattie di origine genetica, degli errori ricorrenti nell’impianto degli embrioni o dell’insufficienza ovarica precoce.

Il fatto che in Catalogna si stiano applicando le tecniche più evolute fa sì che il tasso di successo dei metodi riproduttivi in questa regione sia dei più alti.

La metà delle donne che intraprende un trattamento di riproduzione assistita in Catalogna sono straniere.

In Catalogna si effettuano più di 17.000 trattamenti di riproduzione assistita all’anno. Più della metà (il 53%) delle donne che intraprendono un trattamento di riproduzione assistita sono straniere, una cifra che cresce anno dopo anno. Molte pazienti vengono dalla Francia, per l’ordinamento giuridico di questo paese e per la sua vicinanza alla Spagna.

Inoltre, la legislazione spagnola mette a disposizione tecniche non consentite dalle leggi di altri paesi, come il metodo ROPA, rivolto alle coppie lesbiche che vogliono avere un bambino mediante il metodo di maternità condivisa.

Volete formare una famiglia e avete deciso di farlo a Barcellona?

Noi di Lesmaternity ti accompagneremo lungo tutto il processo:

  • Consulenza: vi illustriamo tutte le opzioni del trattamento di fertilità disponibili e vi spieghiamo come scegliere la migliore a seconda della vostra situazione.
  • Servizio: gestione delle visite e cronogramma del trattamento, assistenza per gli spostamenti e l’alloggio.
  • Controllo: effettuiamo un follow-up per conoscere l’andamento della gravidanza fino al giorno del parto.

Scriveteci per qualsiasi dubbio e vi risponderemo!

Spagna, il primo paese in Europa per la riproduzione assistita

Se avete già deciso che volete diventare mamme, sappiate che la Spagna è un paese ideale per il trattamento. Secondo la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE), la Spagna è il primo paese in Europa per trattamenti di riproduzione assistita.

Stando al Registro Nazionale dei trattamenti di fertilità della Società Spagnola di Fertilità (SEF), che raccoglie i dati di 278 centri spagnoli per la riproduzione assistita, nel 2014 sono stati effettuati in Spagna 116.688 fecondazioni in vitro e 40.177 inseminazioni. L’uso di tecniche di riproduzione assistita è già molto diffuso in Spagna, paese in cui, secondo la SEF, nel 2014 il 7,91% dei bambini sono nati grazie a questo tipo di trattamento.

I motivi? Innanzitutto la qualità del servizio e una legislazione estremamente chiara. Ma anche costi molto competitivi relazionati con la qualità del servizio offerto.

La qualità dei servizi medici

La Spagna è uno dei paesi con i più alti tassi di successo in medicina della riproduzione.

La riproduzione assistita in Spagna è un punto di riferimento e gode di un’eccellente reputazione a livello internazionale. La branca della riproduzione assistita, soggetta ovviamente alla legislazione europea, è uno dei fiori all’occhiello del nostro paese. Tutte le cliniche vengono sottoposte ogni anno a processi di audit e controlli, oltre ad avere l’obbligo di informare il Ministero della Salute sulla loro attività. I risultati dei processi di audit sono di dominio pubblico (consultabili sul sito della SEF o del Ministero della Salute).

I parti multipli sono sempre il nostro cavallo di battaglia, ma ci sono altre buone notizie: la percentuale di gravidanze gemellari o plurigemellari continua a diminuire in Spagna, nel 2014 fino al 20,4% per quanto riguarda la fecondazione in vitro e fino all’11,5% nell’inseminazione artificiale.

Una legislazione estremamente chiara

Molti paesi dispongono di leggi più severe o incomplete. Ad esempio la legge spagnola sulla donazione di gameti è diversa da quella di altri paesi per quanto riguarda l’anonimato. In Francia e nel Regno Unito non esiste l’anonimato, mentre in Italia la legge è cambiata ma non è ancora chiara. Oggi giorno il 30% di tutti i trattamenti vengono effettuati tramite donazione.

La Spagna ha inoltre una legislazione che consente di realizzare quasi tutti i trattamenti di riproduzione assistita disponibili al giorno d’oggi.

Costi competitivi

Naturalmente i costi sono elevati per la complessità delle tecniche impiegate (laboratori, incubatrici, medici specialisti, investimenti in ricerca…); tuttavia in Spagna ci si può sottoporre a un trattamento per un costo molto competitivo.

Tutto ciò rende la Spagna un punto di riferimento anche al di fuori dell’Europa e fa sì che molti pazienti preferiscano andare in Spagna per realizzare il trattamento. Nel 2014 sono stati effettuati 12.240 cicli di fecondazione in vitro (FIV) e inseminazione con seme di donatore su persone residenti in altri paesi.

Continuiamo con il progetto bebè? Desiderate maggiori informazioni sul trattamento e sulla nostra clinica? Contattateci! 🙂

fertilidad lesbianas

Fertilità nelle coppie lesbiche. Come scegliere chi delle due porterà il figlio in grembo.

È probabile che entrambe vogliate vivere l’esperienza della maternità sulla vostra pelle, qualcosa di assolutamente biologico.

E forse avrete anche bisogno di qualche consiglio per decidere chi avrà il bambino. È possibile che stiate facendo di tutto affinché la gravidanza vada a buon fine.

In entrambi i casi, la soluzione per noi coppie lesbiche è il test di fertilità.

Una vita fertile

In generale l’età più fertile si aggira intorno ai 20 anni, nonostante l’ovulazione inizi già verso i 14.

A 30 anni la fertilità di una donna inizia a diminuire.

Dapprima lentamente, poi intorno ai 36 anni il processo comincia ad accelerare notevolmente. In questo modo, tra decidere di avere figli, aspettare di essere sicure di poter sostenere economicamente questo passaggio e attendere che la partner si senta pronta a rimanere incinta, è possibile perdere il periodo in cui il corpo è più predisposto alla gravidanza.

Non tutte le donne vivono nello stesso modo il passare degli anni. Perciò, se vi siete allarmate pensando alla vostra età in relazione alla possibilità di rimanere incinta, vi invitiamo a continuare a leggere.

Di seguito tutti i segreti per la fertilità nelle coppie lesbiche!

Indicatori di fertilità

Riserva ovarica

Ancora prima di nascere siamo esseri sessuati

Noi donne veniamo al mondo con un certo numero di ovociti che potremo utilizzare nel corso della nostra vita. Sono gli ovociti a permetterci di rimanere incinte e ne abbiamo una riserva limitata, in quanto non si riproducono.

Le mestruazioni ci fanno capire se il nostro corpo è pronto o meno a una gravidanza. Indipendentemente dalle mestruazioni, dai contraccettivi o dalle gestazioni, il passare degli anni comporterà una diminuzione degli ovociti.

L’invecchiamento può danneggiare il materiale genetico degli ovuli. È un processo naturale e per rallentarlo potete fare un sacco di cose! Ad esempio smettere di fumare, di bere e cercare di gestire meglio lo stress. Vi proponiamo di provarci gradualmente.

Vedrete che vi sentirete meglio fisicamente e mentalmente!

Lo stato dell’utero

Il test di fertilità per le coppie lesbiche, l’ecografia transvaginale, l’isteroscopia e la biopsia endometriale vi aiuteranno a verificare la morfologia dell’utero e delle ovaie.

In una gravidanza è importante prevenire aborti spontanei o difficoltà nell’impianto degli embrioni dovute ad alterazioni dell’utero. Sottoporsi ai test è solo uno dei modi per far sì che la gravidanza vada a buon fine.

Lo stato delle tube di Falloppio

Il progetto bebè ha inizio, e le tube di Falloppio sono un ulteriore aspetto fondamentale della fertilità nelle coppie di lesbiche, il primo che si esamina nelle coppie eterosessuali che non riescono ad avere un bambino.

È possibile che siano state compromesse da appendiciti, peritoniti o endometriosi, indipendentemente dalla loro gravità. Il consiglio è fare tre inseminazioni naturali o artificiali prima di procedere con una isterosalpingografia.

Si tratta di un test a raggi X che permette di valutare il livello di permeabilità delle tube di Falloppio e dell’utero. Può risultare un po’ scomodo a causa dell’uso di una cannula che viene inserita nella vagina.

Ora che conoscete i test di fertilità per coppie lesbiche iniziamo con il progetto bebè?

lesmaternity ser madre lesbiana

Cose da sapere per diventare mamme

Si! Avete scelto e ne siete ormai sicure! Diventerete mamme, entrambe, insieme! Ma da dove dovete iniziare? A chi dovete rivolgervi? Quali metodi esistono?

 

Sappiamo che siete piene di dubbi, ma in questo post li risolveremo tutti. Siamo con voi!

Visita medica

Ora che avete preso la decisione di diventare mamme, dovete iniziare recandovi presso una clinica.

Qui vi faranno alcuni esami per verificare il vostro stato di salute. Verrete sottoposte ad analisi ed esami di fertilità oltre che a un controllo attento delle vostre riserve ovariche, aspetto fondamentale in questo percorso.

Per questo motivo il congelamento degli ovuli è una pratica sempre più recente. In questo modo, infatti, ci si assicura un buono stato degli ovociti indipendentemente dall’età in cui si decide di diventare mamme.

Che metodo scegliere?

Una volta controllato il nostro stato di salute, dobbiamo scegliere il metodo con cui intendiamo portare avanti il sogno di diventare mamme.

Metodo tradizionale

Il metodo tradizionale, in cui si hanno rapporti sessuali con un uomo, è una delle possibilità per avere figli. Tuttavia non è sempre efficace e non rappresenta la scelta ideale per una coppia lesbica.

Inseminazione artificiale

Consiste nell’inserire gli spermatozoi nell’utero poco prima dell’ovulazione. La probabilità di successo è fra il 15 e il 30%. Difficile ma non impossibile.

Fecondazione in vitro

Si basa sull’estrazione di ovuli di una delle mamme; questi vengono fecondati in un laboratorio e inseriti nuovamente nell’utero della stessa madre. Un procedimento complesso, ma con il 60% delle probabilità che vada a buon fine.

Si tratta di una delle opzioni con maggior garanzia di successo.

Ricezione di ovociti della coppia (ROPA)

Il Metodo ROPA è uguale alla fecondazione in vitro, con l’unica differenza che gli ovuli già fecondati vengono introdotti nell’utero dell’altra madre.

In questo modo, entrambe parteciperete al percorso che vi porterà a essere madri biologiche: una madre genetica e una madre gestante.

Il tasso di successo è del 60%, ma questo metodo offre una maggior partecipazione a entrambe.

Senza alcun dubbio rappresenta l’opzione migliore per diventare madri insieme.

Consulenza legale

Se intendete intraprendere questo percorso, è opportuno che vi informiate sugli aspetti legali. La donazione degli ovuli e degli spermatozoi è anonima per legge.

Dal 2005 la legge spagnola consente alle coppie gay di sposarsi, equiparando così i diritti delle coppie lesbiche a quelli delle coppie eterosessuali in materia di riproduzione assistita.

Secondo la Legge 14/2006 del 26 maggio, tutte le donne maggiorenni possono sottoporsi, su libero consenso, a una tecnica di riproduzione assistita, a prescindere dallo stato civile e dall’orientamento sessuale.

Tale legge è stata modificata per riconoscere a entrambe le madri il ruolo di progenitrici del neonato grazie alle tecniche di riproduzione assistita, qualunque sia lo stato civile della coppia.

Tuttavia, nel Metodo ROPA lo stato civile ricopre un aspetto fondamentale, non trattandosi più di una donazione di ovuli, bensì dell’uso di embrioni da parte della coppia.

La legislazione stabilisce che questo processo potrà avvenire solamente fra le due “mogli o coniugi”, il che implica che dovete essere sposate.

Ciò non è necessario nelle altre tecniche di riproduzione assistita, ma non potete negare che il Metodo ROPA racchiude una carica emotiva superiore al resto delle tecniche per diventar mamme.

Per dubbi di qualunque natura potete contattarci o recarvi presso un’associazione LGBTI e ricevere tutte le informazioni legali su questo aspetto, risolvendo così ogni dubbio.

Cos’avete deciso?

Sappiamo che ci sono molte decisioni da prendere, ma quella più importante l’avete già presa: volete diventare mamme.

A seconda del vostro stato civile dovrete scegliere un metodo di riproduzione, ma ricordatevi che la cosa più importante è il sostegno reciproco.

Una volta chiarito ciò e ottenuti i consigli medici, bisogna decidere chi sarà la madre gestante e chi invece la madre genetica. O entrambe, se optate per il Metodo ROPA.

Insieme e unite intraprenderete una delle tappe più belle di ogni coppia. È il momento giusto, siete pronte per farlo.

E voi come avete iniziato? Raccontateci la vostra esperienza!

Testimonianza di Laura e Raquel, mamme lesbiche con il Metodo ROPA

La testimonianza di Laura e Raquel è piena di ottimismo e positività affinché tutte coloro che desiderano diventare mamme possano portare avanti questo sogno.

Il percorso non è sempre facile, ma sappiamo che mediante il Metodo ROPA riusciamo a ottenere gli ovuli migliori.

Adoriamo aiutarvi a realizzare i vostri sogni. Proprio come si sono avverati i nostri.

Condividiamo con voi queste righe che ci hanno scritto e la bellissima foto che ci hanno mandato.

Testimonianza di Laura e Raquel, di Raquel e Laura.

Ciao, siamo Laura e Raquel.

Dopo esserci godute la nostra storia di coppia per alcuni anni, abbiamo deciso di condividere il nostro amore con il nostro bambino e formare una bella famiglia.

Una volta presa questa decisione romantica, è iniziato il non così romantico percorso per metterla in atto…per due ragazze lesbiche è tutto più difficile.

Io sono molto positiva e ho pensato che con un tentativo ci saremmo riuscite. Invece abbiamo iniziato subito a ricevere notizie poco incoraggianti.

Dopo aver donato ovuli qualche anno fa, ora che ho 38 anni mi ritrovo con un basso livello dell’indicatore dell’ormone antimulleriano, il che equivale a pochi follicoli o di cattiva qualità.

Ma nonostante questa notizia abbiamo deciso di provare una fecondazione in vitro, cha ha avuto esito negativo.

Dopo alcuni tentativi vani abbiamo capito che dovevamo cambiare qualcosa e ci siamo messe in contatto con LESMATERNITY.

CI hanno offerto la loro consulenza e consigliato la clinica a cui rivolgerci, e devo dire che abbiamo apprezzato fin da subito il trattamento personalizzato offerto a una coppia omosessuale. Curano i dettagli delle informazioni sul procedimento adattato al tuo modello famigliare. Abbiamo deciso di dare ai miei ovuli un’ultima possibilità, per vedere se riuscivano a ignorare i bassi livelli dell’ormone antimulleriano, ma non è andata…non hanno dato i risultati desiderati e noi abbiamo scelto di non rovinarci ulteriormente, pensando a tutto ciò che comporta avere così poche possibilità di successo. A Lesmaternity ci hanno quindi consigliato di provare il Metodo ROPA e, ricordando il romanticismo della nostra storia, ci è subito piaciuta l’idea di condividere la maternità in un modo così inclusivo per entrambe.

Tutte e due avevamo quindi daffare, una doveva preparare l’impasto e l’altra metterlo in forno. Dopo due tentativi difficili è iniziata quindi l’attesa interminabile, con un atteggiamento positivo, seppur minato dalle esperienze negative precedenti.

Il fatidico giorno è iniziato nel bagno, con quei minuti che sembravano eterni, fino a che sullo schermo non è comparso “positivo”!

Mentre il tampone continuava a calcolare di quante settimane, noi non ci credevamo!

Sembrava che questa fosse la volta buona..siiiii!!

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Perché il congelamento degli ovuli è importante nel caso delle coppie lesbiche?

Si è parlato molto in questi ultimi anni del congelamento degli ovuli. Tale pratica viene adottata sempre più spesso, ma forse non la conoscete appieno o avete bisogno di essere al corrente di alcuni suoi aspetti essenziali.

Qual è il miglior momento per congelare gli ovuli? Perché è così importante farlo?

Ora chiariremo tutti i vostri dubbi.

Cos’è il congelamento degli ovuli? 

Si tratta di un processo mediante il quale vengono congelati gli ovociti nel momento più fertile della vita della donna, in modo che gli ovuli siano più efficienti per una futura gravidanza.  

In questa maniera si riesce a preservarne la fertilità, dato che potrete utilizzarli quando vorrete. Potete avviare il processo di gestazione in qualunque momento, sicure del fatto che ci sono maggiori possibilità di successo.

Per quale scopo si congelano gli ovuli?

Ogni donna nasce con tutti gli ovuli che avrà per il resto della sua vita, circa un milione. Con il passare degli anni si iniziano a perdere gli ovociti in modo naturale e graduale.

Grazie al congelamento degli ovuli si riesce a isolare e a preservare un numero di ovociti da utilizzare in futuro, con la stessa qualità del momento in cui sono stati estratti.

In questo modo è possibile recuperare gli ovociti in ogni momento, quando vorrete, e con le stesse caratteristiche grazie al congelamento.

Potrete diventare mamme in ogni momento!

Come avviene il congelamento?

Il sistema di congelamento si basa sulla vetrificazione: le cellule vengono congelate così rapidamente da impedire la formazione di cristalli. Il 90% degli ovuli sopravvive quindi a questo processo.

Secondo la legge spagnola, gli ovuli congelati posso essere utilizzati fino al compimento dei 50 anni.

Qual è il momento più indicato per congelare gli ovuli?

È consigliabile provvedere al congelamento degli ovuli fra i 20 e i 35 anni, ovvero l’età in cui la riserva ovarica è di miglior qualità. A partire dai 35 anni si assiste a un cambiamento brusco, dato che a questa età, secondo ginecologi esperti, le donne hanno già perso il 90% degli ovociti.

Oggi il 65% delle donne che decide di congelare i propri ovuli ha fra i 35 e i 39 anni, un periodo in cui già si registra un declino naturale nella qualità degli ovociti.

Le possibilità di avere un bambino diminuiscono notevolmente dopo i 38 anni, in quanto l’età cronologica non combacia di solito con l’età biologica.

Per questo motivo vi consigliamo vivamente di provvedere prima possibile.

Perché si congelano gli ovuli?

Non sappiamo mai cosa può accadere in futuro.

È probabile che in un certo momento della nostra vita si escluda completamente l’idea di avere figli e che poi, in un secondo momento, si cominci a desiderare un bambino, dovendo però valutare tutte le complicazioni del caso.

Il congelamento degli ovuli è quindi una tecnica molto appropriata.

Quando si è giovani si gode di miglior salute, ovvero la condizione ideale per l’estrazione degli ovuli. Meglio non lasciar passare troppo tempo.

Inoltre, alcuni trattamenti medici causano danni irreversibili sugli ovuli. Congelandoli ci assicuriamo di poter diventare mamme quando ne sentiremo il desiderio o una volta superata una malattia.

Qual è la relazione che lega il congelamento degli ovuli all’orientamento sessuale?

Il congelamento degli ovuli è indirettamente relazionato con l’essere lesbiche.

Ovviamente ogni donna, a prescindere dall’orientamento sessuale può scegliere di farlo. Ma è opportuno riconoscere che noi donne omosessuali cambiamo partner più spesso. Pertanto, se hai scelto di avere figli, porta avanti la tua scelta. Non importa se sarà oggi o domani. Avrai tutto il tempo per decidere se sarai una mamma single o se crescerai il tuo bambino/a con la donna con cui sai di poter condividere la tua maternità.

Congelate gli ovuli oggi per avere un figlio nel momento opportuno.

Nei metodi di gestazione la fertilità dell’ovulo è molto importante, in quanto il successo della gravidanza dipenderà da questo aspetto.

Il sogno di diventare mamme è ora più realizzabile grazie al congelamento degli ovuli.

Siete pronte? Cosa pensate di questa pratica?

Lesmaternity reserva ovarica

Riserva ovarica: cos’è importante sapere dei nostri ovuli prima di diventare madri

La riserva ovarica è la quantità di ovuli che una donna ha in un preciso momento e che determina la sua fertilità.

Se abbiamo una buona riserva ovarica, allora ci sono molte possibilità di riuscire a diventare mamme grazie a una gravidanza mediante metodi di gestazione.

Avete qualche dubbio su questo aspetto? Lo risolviamo subito.

Partiamo dall’inizio 

Ogni donna nasce con un numero specifico di ovociti, circa un milione, che nell’età della pubertà si riduce all’incirca alla metà.

A ogni mestruazione solo fra i 400 e i 500 ovociti raggiungono l’ovulazione, mentre il resto viene perduto.

L’età di maggiore fertilità per una donna è compresa fra i 16 e i 30 anni, in quanto caratterizzata da una buona qualità e quantità degli ovociti. Perciò, da un punto di vista fisiologico, è questa l’età adatta per avere figli.

A partire dai 35 anni rimanere incinta diventa sempre più difficile e assistiamo a una riduzione della riserva ovarica, tappa che si conclude intorno ai 40 anni con la menopausa.

I fattori che compromettono la riserva ovarica sono la chemioterapia, l’obesità, l’inquinamento ambientale, l’esposizione a pesticidi e sostanze tossiche, lo stress e le abitudini poco salutari.

Cosa dobbiamo fare per avere la migliore riserva ovarica possibile?

Anche se abbiamo appena detto che la riserva ovarica va diminuendo con l’età, gli specialisti ci danno alcuni consigli utili prima della gravidanza:

  • Come condurre una vita sana
  • Fare sport
  • Seguire un’alimentazione adeguata

Dobbiamo prepararci a diventare mamme, non solo attraverso i metodi di fecondazione, ma anche con abitudini appropriate.

Ogni nostra azione influenza il nostro corpo e noi vogliamo che i nostri ovuli siano nelle migliori condizioni possibili per avviare il metodo di riproduzione assistita insieme alla nostra partner.

Perciò è consigliabile che a sottoporsi al Metodo ROPA sia la donna che presenta la miglior riserva ovarica. Così facendo, la fecondazione avrà più possibilità di andare a buon fine.

Come si misura la riserva ovarica? 

Per sapere meglio che tipo di riserva ovarica abbiamo, dobbiamo distinguere diversi profili ormonali in cui si valuta:

*FSH: ormone follicolo-stimolante

È uno degli ormoni sessuali che regola il ciclo mestruale, prodotto dall’ipofisi per stimolare lo sviluppo ovarico.

*AMH: ormone antimülleriano

Viene prodotto dalla struttura delle ovaie in cui si sviluppa l’ovulo.

*E2: estradiolo

A seconda di come si stanno sviluppando i follicoli, aumenta la produzione di estradiolo. Misurare la produzione di questo ormone può essere di aiuto per valutare la riserva ovarica.

*RFA: calcolo dei follicoli antrali

È caratterizzato dall’accumulo di liquido nella sua cavità interna. Possiamo visualizzarlo tramite un’ecografia transvaginale per avere un’idea approssimativa della riserva ovarica della donna.

Perché è importante misurare la riserva ovarica? 

Nell’esame che si fa all’inizio per verificare il potenziale riproduttivo della donna, lo stato della riserva ovarica risulta fondamentale.

Ci permette infatti di prevedere la risposta ai trattamenti di stimolazione ovarica.

E nel caso in cui gli ovuli fossero perfetti, perché non aiutare altre future mamme? Avete mai sentito parlare della donazione di ovuli?

Come vedete, non c’è tempo da perdere. Iniziamo?

Testimonianza di Laura e Mª José

Laura e María José sono due mamme lesbiche grazie al Metodo ROPA.

Hanno realizzato il sogno di tenere la loro bambina in braccio. Un’emozione che conosciamo in prima persona e che anche voi potrete sentire.

Ci hanno inviato una foto di famiglia. Non trabocca di felicità?

Vedere i vostri sorrisi è bellissimo….

Non vi perdete la loro testimonianza. È piena di emozioni.

Testimonianza di due mamme lesbiche: Laura e María José.

Non sembra vero quanto veloce possa passare il tempo. Un anno fa io e la mia compagna non sapevamo come realizzare il nostro sogno più grande…DIVENTARE MAMME!

Non è un percorso facile finché non trovi le persone giuste, che ti facilitano le cose e che addirittura condividono con te le esperienze che possono aiutarti.

Ecco com’è andata.

Abbiamo trovato per caso un sito internet, Lesmaternity, e ci siamo messe in contatto con loro. Abbiamo preso un appuntamento con Bea, che ci ha spiegato il procedimento del Metodo ROPA e consigliato una clinica in cui ti trattano davvero come parte di una famiglia, non con quella freddezza e con la calcolatrice, su cui appena entri iniziano a stimare il tuo valore, come se per loro fossi solo un business.

Il 3 ottobre avevamo il nostro primo appuntamento…Mamma mia che agitazione!

Ma siamo uscite dalla clinica con un buon presentimento e abbiamo deciso che avremmo intrapreso quest’avventura con Lesmaternity.

Abbiamo iniziato il trattamento e dopo alcuni giorni di nervi a fior di pelle arriva il fatidico momento dell’inseminazione con l’unico desiderio che vada tutto bene.

La parte più snervante è quanto ti senti dire che bisogna attendere. Ufff…i giorni sembrano non passare mai. Non ti vuoi certo illudere, ma intanto nella tua testa continui a sognare.

E poi arriva quel giorno e non vedi l’ora di vedere il risultato. Ma non ce la fai…

Sei invasa dai sentimenti, dalle emozioni e una cosa che non si può descrivere a parole!

Alla fine prendiamo coraggio e guardiamo l’esito…POSITIVO!

Il nostro sogno! Ce l’abbiamo fatta! Non ti sembra vero ma alla fine tutto succede!

Il 4 luglio di quest’anno è nata la nostra piccola Maria, la cosa più bella che ci potesse accadere.

Diciamo sempre che grazie a persone come Bea e tutta Lesmaternity, il nostro sogno è ora fra le nostre braccia. Quindi non mi resta che dire GRAZIE e mandare un forte incoraggiamento a tutte. Non arrendetevi, perché prima o poi…IL SOGNO SI AVVERA!

Cos’è la fecondazione in vitro su ciclo naturale?

La fecondazione in vitro su ciclo naturale può rappresentare la soluzione di gravidanza per quelle donne o coppie che non vogliono sottoporsi a una stimolazione ovarica. Ma è una soluzione altrettanto valida per chi non presenta una buona risposta a tali trattamenti.

Cos’è la Fecondazione In Vitro (FIV) su Ciclo Naturale?

Mediante questa tecnica di fecondazione assistita si vogliono ottenere ovociti di qualità senza dover stimolare gli ormoni.

Per circa 15 giorni si effettua un monitoraggio del processo di ovulazione naturale della futura madre biologica attraverso analisi ed ecografie.

Vengono fissate 4-5 visite presso la clinica, durante le quali si misura la crescita follicolare dell’endometrio. In questo modo si individua il momento idoneo per estrarre l’ovulo naturalmente, senza stimolazione medica. L’estrazione avviene secondo le tecniche consuete della FIV. Per questo diciamo che la fecondazione avviene durante il ciclo naturale di ovulazione. L’obiettivo della stimolazione in vitro su ciclo naturale è estrarre pochi ovociti ma di buona qualità.

Chi ne può beneficiare? 

Naturalmente questa tecnica può essere applicata a tutte quelle coppie o donne che non vogliono sottoporsi a una stimolazione ovarica prima dell’estrazione degli ovuli che verranno poi inseminati.

Ma è anche rivolta alle donne che si sono già sottoposte ad altri processi di fecondazione assistita senza ottenere un buono sviluppo multifollicolare, ovvero quei casi in cui in seguito alla stimolazione mediante ormoni non si sono generati follicoli a sufficienza per continuare con il processo di inseminazione.

Quali sono i vantaggi della FIV su Ciclo Naturale? 

Selezione naturale:

Durante il processo si sceglie il miglior ovulo possibile, con un criterio di qualità piuttosto che di quantità.

Assenza di rischi:

Non si è sottoposte all’iperstimolazione e si evita la possibilità di una gravidanza multipla.

Assenza di ormoni:

Non essendovi alcun trattamento ormonale, si riducono al minimo gli effetti collaterali.

Assenza di anestesia:

La puntura ovarica per l’estrazione dell’ovulo è estremamente rapida: dura solo un paio di minuti. Per questo motivo non è necessaria l’anestesia. Tuttavia, se preferite che l’intervento sia svolto sotto anestesia, basta parlarne con il dottore per valutarne la possibilità. In assenza di controindicazioni si procederà secondo le vostre preferenze.

Possibilità di vari cicli naturali consecutivi:

Non vi sono controindicazioni per ripetere il procedimento più volte di seguito. Nonostante ciò, dopo 5 o 6 tentativi senza nessun ovulo valido, si è soliti desistere, in quanto la possibilità di raggiungere l’obiettivo risulta bassa.

Risparmio:

Per applicare questa tecnica non è necessario acquistare i farmaci per la stimolazione ovarica. Ecco perché questo procedimento è più economico.

Svantaggi della FIV su Cicli Naturali

Questa tecnica è, a tutti gli effetti, più naturale rispetto a qualunque stimolazione ovarica mediante ormoni.

Tuttavia, se dopo il quinto o il sesto tentativo non abbiamo ottenuto neanche un ovulo, è consigliabile fermarsi, in quanto le possibilità di raggiungere il nostro obiettivo sono scarse.

Vi aiutiamo a scegliere 

Sappiamo che la scelta che dovete prendere rappresenta un momento molto importante per entrambe.

Siamo consapevoli del fatto che l’aiuto di uno specialista può esservi particolarmente utile per scegliere la tecnica di fecondazione assistita più indicata per voi, più indicata per te.

È per questo che ci fa piacere starvi accanto nel momento in cui dovete decidervi sul da farsi e anche lungo tutto il percorso che state per intraprendere.

Sappiamo che l’appoggio psicologico di una persona che ha già vissuto un’esperienza analoga alla vostra è estremamente importante. Noi ci siamo già passate e il risultato sono due figlie bellissime che crescono sane e forti.

Potete contare su di noi!

Siete pronte per scegliere una tecnica di FIV su Ciclo Naturale?